Giuseppe De Lucia è nato a Napoli l’8 Gennaio 1926. Ha concluso il ciclo degli studi, iniziato in Francia a Marsiglia, all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano nel 1953, conseguendo il premio Carotti di Storia dell’Arte. Le sue opere sono state esposte sia in Italia che all’estero. Ha organizzato mostre personali e collettive di artisti della Nuova Figurazione in gallerie di privati e di Associazioni. Una parte notevole della sua attività è stata dedicata all’insegnamento in vari ordini di scuole.
I suoi sessant'anni di attività artistica possono dividersi in sei periodi chiaramente individuabili, che appunto ne sono come una scansione. Ognuno della durata, all’incirca di una decina d'anni.
Il Primo Periodo (1945-1955), della formazione, ovviamente caratterizzato dalla ricerca di uno stile congruente con la propria personalità. E stato segnato da un’indagine improntata dalla cultura classica e rinascimentale che entro precisi limiti ha contribuito a definire il suo mondo figurale; in questo periodo ha partecipato a mostre collettive.
Secondo Periodo, concluso intorno al 1965; post-accademico. Di grande attività didattica e professionale. Verso la fine del periodo si situa una grave crisi che culmina nell’abbandono della pittura, dopo una drammatica esperienza nell’espressionismo astratto durata alcuni anni. È però questo il momento di un’importante mostra personale a Brescia, nel 1962.
Terzo Periodo segnato dalla ripresa dell’attività artistica. De Lucia trova la sua espressione nella scultura, la quale gli consente in modo ancor più vigoroso di esprimere il suo immutato impegno sociale con provocatori e scioccanti soggetti plastici; egli usa parimenti l’assemblaggio e l’impronta. Prima mostra di scultura a Brescia, 1967.
Quarto Periodo. Può definirsi come il momento della modellazione vera e propria, secondo i canoni della realtà. Gli spunti sono forniti da tematiche contemporanee o da argomenti in cui la carica ideale non si esaurisce nella realtà contingente.
Quinto Periodo, della maturità espressiva. Maturità affinata dalla meditazione sull’arte e sui numerosi e profondi nessi con la realtà. Si esprime prevalentemen-te con l’uso della tecnica additiva.
Sesto Periodo, delle opere sacre. In questo ultimo decennio la sua attività artistica si è concentrata prevalentemente su opere a soggetto religioso. Tra esse s'inserisce quella capitale, intitolata "Signum Crucis" (3x1.50m) modellata nel 1998, quale espressione del concetto della riunificazione del Figlio al Padre, mediante il sacrificio della Croce. Il baricentro di quest'opera è costituito dalla figurazione del Santo Spirito sotto forma di sfera generante un cubo e simboleggiante il trascendente che generò "in principio" l'immanente.

Giuseppe Arcaini

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